Il contrario di.

Il contrario di uno, diceva Erri de Luca, non è un insieme infinito di persone: due è il suo opposto. Quando due persone diventano quella cosa che, se poi ne resta uno solo, non può che sentirsi meno di uno. Il contrario di innovazione non è tradizione. E’ conservazione. C’è differenza, molta, ma spesso si infierisce sul contrario della chiarezza, e quindi si alimenta la confusione. … Continua a leggere Il contrario di.

Un non elogio delle minoranze: facciamo un salto.

Mi rendo sempre più conto di come ogni aspetto della mia vita sia legato al concetto di ‘minoranza’. Dalla squadra di calcio al percorso di formazione, dal modo di fare politica alla posizione nelle battaglie fondamentali, dai gusti musicali e cinematografici agli aspetti legati alle routine quotidiane, ho sempre un approccio ‘di minoranza’. Non lo faccio, però, come forma di rivendicazione snob – quel meccanismo … Continua a leggere Un non elogio delle minoranze: facciamo un salto.

Istruire una generazione.

Ogni giorno guardo negli occhi la generazione perduta. Senza interessi, senza passioni, prigioniera dell’apparenza e del bisogno di appartenenza. La guardo negli occhi e faccio lo stesso lezione. Diventa un esercizio di stile, un rituale. “Qualcuno potrebbe ascoltare, qualcuno potrebbe recepire”, come negarci la possibilità che oggi sia diverso da ieri? E faccio lezione. Sono ragazzi buoni, anche affettuosi. Puoi ridere con loro, puoi farli … Continua a leggere Istruire una generazione.

Lo scassaminchia.

Salve, mi chiamo Alfio Platania, ho 25 anni e vivo a Belpasso. (tristemente noto per essere il paese di uno dei più feroci killer della mafia etnea). Per professione (GRATIS) faccio lo “scassaminchia”. Lo “scassaminchia” in Sicilia è quella persone che non mette mai la testa sotto la sabbia. Quella persona che grida ai quattro venti tutto ciò che ritiene sbagliato. Un compito difficile, soprattutto … Continua a leggere Lo scassaminchia.

Import/export di democrazia.

Che cosa serva per rispondere al terrorismo non lo so. Ho poche, vaghe e confuse suggestioni: penso che aver “esportato democrazia”, come diceva il Bush scaltro, ci abbia fatto importare terrorismo. Credo che sia molto facile dire non abbiate paura, più difficile dire abbiatene, ché le nostre istituzioni sono salde: concedetevi il lutto, resteremo democratici, senza nemmeno un passo indietro. Penso che siamo dei privilegiati, … Continua a leggere Import/export di democrazia.

Non esiste una cultura antimafia.

Non esiste una cultura antimafia, perché la mafia non è un fenomeno culturale. E’ un accadimento che ha radici nell’economia e che, poi, si alimenta di ignoranza, di mancanza di alternative sociali, di deserti culturali. Non esiste una cultura antimafia. Chi dice che con la cultura si può combattere omette per facilità il fatto che in realtà le organizzazioni criminali si sconfiggono con riforme bancarie; con … Continua a leggere Non esiste una cultura antimafia.

La giovanile come sintomo.

Possiamo dire, sintetizzando al massimo delle nostre capacità, che la politica si svolge su due assi. C’è un asse ideale, che è l’insieme delle nostre visioni e di come immaginiamo che debba essere il mondo, con tutte le sue variazioni e possibilità. C’è un asse reale, che è l’insieme dei vincoli cui ci costringono le contingenze. Il riformismo, anche qui tagliando davvero corto, è l’arte … Continua a leggere La giovanile come sintomo.

A morte.

A morte una giovanile che pensa di poter organizzare una generazione, di rappresentarne gli interessi e bisogni a botte di selfie e regolamenti antidemocratici. A morte questa giovanile, in cui la dialettica non esiste, la rappresentanza nemmeno. Ma le correntine godono di splendida salute: siamo diventati una versione grottesca, demenziale, (ancora più) inutile e (ancora meno) rappresentativa del PD. Muoia questa giovanile con i suoi dirigenti. A … Continua a leggere A morte.

Non voglio il futuro, voglio il presente.

La mia generazione è cresciuta con una impostazione culturale chiara: se puoi evitare di fare qualcosa, evitalo. Siamo finiti dunque per delegare a chiunque la maggior parte delle scelte collettive e alcune volte personali. Così prima ci siamo fintamente indignati per essere stati chiamati “bamboccioni”, e poi ci siamo accorti che le scelte scellerate degli ultimi 20 anni stavano purtroppo cominciando ad avere i propri effetti … Continua a leggere Non voglio il futuro, voglio il presente.