Non voglio il futuro, voglio il presente.

La mia generazione è cresciuta con una impostazione culturale chiara: se puoi evitare di fare qualcosa, evitalo. Siamo finiti dunque per delegare a chiunque la maggior parte delle scelte collettive e alcune volte personali. Così prima ci siamo fintamente indignati per essere stati chiamati “bamboccioni”, e poi ci siamo accorti che le scelte scellerate degli ultimi 20 anni stavano purtroppo cominciando ad avere i propri effetti sulla nostra pelle.

Anche per questo motivo, ho sempre provato a capovolgere la piramide, con un modo di fare che alla fine potrebbe essere anche molto egoista: ho sempre creduto infatti che un buon politico dovesse rendere gli interessi particolari, interessi generali. Risolvere insomma i miei problemi, per risolvere quelli di coloro i quali mi sono di fianco.

Quindi circa due mesi fa, ho deciso di candidarmi alle primarie per la scelta del candidato siprofile-03ndaco del centrosinistra a Napoli.

Qualcuno l’ha definita una scelta di coraggio, io invece l’ho apostrofata come un evento normalissimo. Se a 26 anni infatti non sogni di cambiare il mondo, se scendi di casa e pensi che tutto quel che accade sia normale, se non hai la forza di indignarti, se non hai la capacità di fare delle battaglie di libertà ma preferisci posizionarti dietro il potente di turno, aspettando un futuro che forse mai si prospetterà, la persona anormale sei proprio tu.

Con questo spirito, ho provato ad essere uno stimolo per la mia generazione. Ci sono riuscito? Forse no, ho perso le primarie. Ho preso 3300 voti, che per quanto possano essere tantissimi, per quanto possano avermi fatto fare una bellissima figura, non sono stati abbastanza dal darmi la possibilità e il potere di cambiare le cose per davvero nella città in cui sono nato e cresciuto.

Forse ci riproverò, ma di certo non mi fermo qui: perchè se c’è un lato bellissimo di tutta questa vicenda, è l’aver coinvolto tante forze che con la politica e con il PD non c’avrebbero mai avuto a che fare.

Allora impegniamoci innanzitutto per noi stessi, senza chiedere il permesso, senza bussare, ma facciamolo davvero, con la rabbia di coloro ai quali è stato negato il presente. Perchè ormai è tardi, e se non lo faremo noi, non lo farà nessuno al posto nostro.

 

Marco Sarracino

(www.terronidemocratici.it)