Si brinda in tutto il mondo al Paese che rinuncia alla pena di morte; si festeggia colorati nelle piazze per le unioni civili – o matrimoni egualitari, per le nazioni più fortunate di noi; si tifa per Bernie negli USA e si ragiona di legalizzazione delle droghe, di emancipazione femminile, di estensione di diritti; si urla “civiltà!” guardando le foto del nuovo sindaco di Londra.
E come si concilia tutto questo con l’Austria? Con la Svezia, Norvegia, Ungheria, Polonia?
Come interpretare, in questa Italia apparentemente dei moderati, l’esigenza forte di dare da un lato e togliere, con violenza, dall’altro?
La Storia insegna, ma non ha scolari, diceva. Eppure questa è la prima volta che l’inconciliabilità degli opposti avviene su scala globale. Siamo troppo piccoli per dare risposte?
