Poichè noi donnine siamo discriminate, non si scrive più “cari tutti”, ma car* tutt*.
Io spero vi rendiate conto dell’assurdo della faccenda: per non discriminare le donne, allora annulliamo i generi sessuali. Così, invece di abituarci alla comprensione e tolleranza reciproca, lavorando per abolire gli ostacoli nel pieno delle proprie personalissime esigenze sessuali e di genere, diciamo che bisogna creare un “luogo terzo”, artificiosamente neutro, dove azzeriamo le nostre peculitarità in nome dell’uguaglianza.
Per me si è davvero civili e liberi quando ci si rispetta nella propria individualità: non sarò felice quando sarò trattata come un uomo; lo sarò quando ne avrò le stesse opportunità (ad es. il famoso “diritto alla mediocrità”) e potrò scegliere senza compromessi di essere totalmente e pienamente la donna che faticosamente sto cercando di scoprire e costruire.
Con me, scrivete “cari tutti”. Ve lo chiedo per piacere.
