Questa riforma costituzionale continua a non piacermi, sia perché sono un sostenitore di una riforma in senso presidenzialista, sia perché ritengo che questa sia una riforma figlia di giochi elettorali.
L’instabilità che ha caratterizzato i governi (sopratutto i governi della Seconda Repubblica) e l’immobilismo del Parlamento sono generati dallo squagliamento delle culture politiche e dalla irresponsabilità della classe dirigente, non dalle regole di sistema.
A dimostrazione di ciò, c’è il lento declino dell’ultimo Governo Berlusconi a dimostrarcelo, dove un unico partito con una maggioranza quasi bulgara si è lentamente scomposto in tanti pezzettini numericamente rilevanti all’interno del Parlamento, ma politicamente irrilevanti.
Ora, sicuramente questo Paese deve “fare”, perché non fa niente da molto tempo, ma è incredibile che sia la stessa classe dirigente che (dopo aver mandato a morte quella precedente) si garantisce l’autoassoluzione con un pasticcio all’ultimo minuto.
È tutta la seconda repubblica che si prendono le decisioni politiche in base ai sondaggi e le elezioni lasciando perdere la politica. Però ora basta.
Giacomo D’Alfonso
