È il come che fa la differenza.

Un buon politico a mio avviso è chi sa porre le giuste domande (cosa difficilissima, nonostante le apparenze o le convinzioni dei più); ma soprattutto è chi riesce a trovarvi le risposte.Dirsi che “bisogna tornare a parlare ai giovani”; che “dobbiamo dare risposte a chi è in difficoltà, occuparci degli ultimi”, è cosa buona. Ma è il COME che fa la differenza. E rende un tema politico una proposta politica, magari persino buona e giusta.

Potessi essere una pulce nell’orecchio di qualche mio amico democratico, sinceramente, gli chiederei di appuntarsi le domande, le cosiddette “grandi questioni”, chè occorre sempre tenerle a mente. Ma gli proporrei di parlare pubblicamente del tema solo quando ha in mente una soluzione percorribile.

A puro titolo esemplificativo dico (premettendo e sottolineando che non so se siano fattibili le cose che scrivo di seguito): alla questione”dobbiamo tornare a parlare ai giovani” potremmo rispondere: “proponiamo di introdurre un consiglio comunale a rotazione in ogni scuola superiore”.

Oppure, alla macro questione (talmente vasta da non ammettere una soluzione sola) “dobbiamo occuparci dei più deboli” potremmo iniziare a dire che per questo “l’abbonamento ai mezzi pubblici per chi non ha un contratto stabile o una pensione di x€ annui costerà un tot in meno. ”

Le proposte  camminano insieme alle domande. È questo che differenzia i politici dai populisti; e tra loro i politici stessi. 

Altrimenti sarà tanto vero quanto ingiusto: Renzi e Salvini sono uguali.