Cerchiamo di capirci.

Caro Matteo,

Esimio segretario, cuore del mio cuore, occhi dei miei occhi, acca aspirate delle mie acca aspirate.

Qua dobbiamo capirci. I circoli si svuotano; le spine nel fianco hanno deciso di uscire e direi che nel PD ormai dovresti sentirti come un bagnante alle otto di sera sulla spiaggia: ci sei solo tu con una birra fresca e la refola di vento. Il comfort che provi, insomma, dovrebbe essere al massimo.

Noi altri, decisamente più sotto nella piramide evolutiva di questo partito, pur essendone sostanziali fondamenta, ti dirò, annaspiamo cercando di arginare le emorragie. Non perché ci siano persone imprescindibili, ma perché ciascuno è necessario allo scopo di cambiare questo Paese. La qual cosa, se non erro, è la sostanziale ragione per cui, interpretando interessi di parte, questo PD nasce cresce e corre.

Ora. Premettendo che costociufolo che esco dal PD per un mio disagio [seppur ENORME, questo disagio perché come diceva mia nonna “quann’ o’ mare è calmo ogni strunz è marinaio”] dato che sono tendenzialmente testarda e francamente molto idealista (ma ho anche dei difetti, ndr), sono qui a credere ancora che la dialettica sia il mezzo attraverso il quale la costruzione del consenso evolve e modifica maggioranze e minoranze in questo partito. Provo a fare maldestramente la mia parte in questo senso; continuerò a partecipare alla vita del mio partito con questo scopo.

Ciò premesso, dunque, volevo dire che non vado via, ma manco si può continuare ad essere più seri dei nostri dirigenti. Perché se è vero come è vero che hai vinto le primarie, non le ha vinte chi parla a nome di tutti del manzo pura razza italiana. Oggi siamo andati oltre le gaffe.razza.jpeg

Dunque, ecco il problema, Mattè: è questa la classe dirigente che in tre anni da segretario sei riuscito a creare? Perché non credo faccia bene a te circondarti di persone così; certamente, poi, non fa bene a noi e in questo, perdonami, non sei molto diverso da D’Alema.

Se non formi dirigenti pensanti, ma yesmen o yeswomen, affidi incarichi a dirigenti inadeguati che sparano vaccate inaudite in un pomeriggio di luglio. E non credere la cosa passi inosservata: prima o poi arriva il conto. E non potrai rimandare a lungo il pagamento. Se alle urne ci schiantiamo, sarà difficile dire che è solo colpa di chi sta alla nostra sinistra.

Quindi, adesso tocca che ci dimostri quanto sei migliore dei dirigenti nominati in un pigro pomeriggio di manuale cencelli. Dimostraci quanto tieni alla reputazione di questo partito. Dimissionare, caro segretario, è compito tuo.

Perché la tua classe dirigente è tua diretta emanazione. E questo teatrino indegno non è colpa di MDP.