In questa bolla social che è il mio profilo fb ormai, periodicamente, mi pare scatti l’indignescion per qualcosa: il murale fascista; la dichiarazione leghista; l’affermazione democristiana di Renzi. Tutta sostanziosissima critica cibernetica, la cui produttività è quasi pari alle vittorie del Benevento in serie A.
Amo instagram perchè è un luogo silenzioso: ancorchè nella virtualità, è una piazza di esposizione delle bellezze che ci circondano. E sembra strano ma l’allenamento a guardare le cose belle rende in qualità della vita.
Insomma, sto abbandonando fb per instagram anche perchè lì le polemiche difficilmente avvampano.
Purtuttavia, talvolta ci casco anche io.
E coinvolge un noto marchio di gioielli: Pandora. [messaggio promozionale: CHIEDETE CONSULENZA A STRATEGY PRIMA DI LANCIARE CAMPAGNE ALLUCINANTI, SANTIDDIO — qui tutte le info, numeri di telefono, mail e coordinate geografiche per beccarci. Prima di tappezzare l’Italia con oscenità, possibilmente. Grazie.]
Oltre a fare gioielli aberranti e cheappissimi (scusate, sono bionda naturale e ogni tanto il biondismo emerge prepotente), i dirigenti di questa azienda hanno inventato una campagna da premio Ig-Nobel del marketing.

L’indignazione facile riguarda il contenuto del messaggio. Come si evince, banalmente, una donna anni ’50 pare essere ancora il prototipo di target redditizio in un mercato del 2020. Già così farebbe piangere; mi sembrava fosse questa la più tragica realtà che emergesse da questo manifesto..
E invece, la piccola e ingenua Silvia, aveva dimenticato che al peggio non v’è MAI fine. Quindi, appena ho scritto quel commento critico, eccolo fulminarmi. Esiste un tema ben peggiore, dietro questa amenità di 7 metri: è il mondo maschile ad essere spesso ancora fermo agli anni ’50. E – solo di conseguenza – lo sono anche le donne.
Il sessismo casalingo è la realtà. Quella tragica, dolorosa, reale: non solo la violenza domestica ma anche quella banalissima routine da Fred e Wilma, con l’uomo che torna a casa dal lavoro e pensa di aver fatto quanto serve alla famiglia È questa l’immagine che imbriglia i neuroni ed è asfittica per me più di una passeggiata tra i pollini per un asmatico.
Pandora dice all’uomo contemporaneo che deve prendersi cura della donna che ha accanto andando oltre la banalità del regalo obbligatorio, oltre la visione della casalinga-serva: almeno a Natale ricordatevi di avere accanto una donna, non una sguattera e coccolate la vostra compagna di vita. Se necessario, anche con un gioiello.
Pandora dice quello che ogni donna pensa: non siamo solo utili, siamo parte di un progetto in cui, spesso con mansioni differenti, contribuiamo però entrambi al progresso e al futuro della coppia. Non siamo solo funzionali all’ordine e non solo dell’utile abbiamo bisogno. Ma anche del bello, del superfluo, l’eccezione alla noiosa normalità.
Aiutateci a sentirci donne, prima di ogni altra cosa. Almeno a Natale.
Ps:
Con questo testo voglio esattamente dire che la questione “femminismo” è una questione da discutere con gli uomini. Principalmente con gli uomini. Sostanzialmente con gli uomini. Forse ancora prima che con le donne.
