Ai lavori non sindacalizzati.

A quei lavori non sindacalizzati, inevitabilmente più che full time, 24/7/365 giorni l’anno: con capi insolenti, divertenti, incredibili e tenerissimi, che strozzeresti a giorni alterni. E di cui sei vittima, come preso dalla Sindrome di Stoccolma: a quei lavori che dicono chi sei.

Ai papà. Perennemente angosciati dall’essere sempre performanti così da farci più che contenti. A voi papà, al vostro essere punto di riferimento e odioso confronto con qualunque esemplare di razza maschile in cui ci imbattiamo da adulte. Alle vostre energie, ai vostri limiti, alla vostra pazienza, alla vostra integrità, alle vostre paure, alle vostre consapevolezze. Alla vostra umanità.

E all’amore sconfinato dei figli. Che prima o poi crescono, lo giuro; e imparano un sentimento enorme, che si chiama gratitudine.31_015.jpg