Un blog allegramente costruito senza piano editoriale, ma soprattutto dotato di contenuti unici e introvabili: Giovani senza valori è un po’ così. Potreste dire, per consolarmi, che per quanto si tratti di temi diffusi e noti, il mio punto di vista sul mondo, quella insolita spigolatura o metafora di cui imbottisco i roboanti articoletti che compongo, diano comunque senso alla vostra lettura. Eh già.
Comunque, spero che anche uno solo dei 320 lettori mensili di un blog in apparente disuso e casuale aggiornamento ritengano che alla fine sia valsa la pena cliccare su quel link e sapere che cosa frulla nel mio emisfero destro.
Oggi pomeriggio ci frullava questo: di rientro da una bella domenica, degna conclusione di un weekend bello e certamente frizzante, avevo deciso di sistemare la spesa e addormentarmi davanti alla tv, per consolidare il modello di domenica bestiale che piace a me.
Ho optato per una variante sul tema: piumone, computer e skygo. Frugo nell’on-demand insoddisfatta dell’offerta live e mi salta all’occhio Woody Allen e, soprattutto, quel semidio di Colin Firth. Ovviamente: play.
Comincia “Magic in the moonlight”: premetto che la mia recensione dei più recenti film di quello scappato di casa di Woody Allen era che fossero espedienti per la colonna sonora, sempre incommensurabilmente più bella delle sceneggiature miserelle che ci ha proposto negli ultimi 5 anni. Indi per cui, ero pronta ad abbracciare Morfeo e raccontargli del mio weekend e della mia infanzia.
Invece, signori della corte, mi ha divertita. L’ho guardato tutto riconoscendo nel protagonista, magistralmente interpretato da Colin Firth, quel cinismo nichilista che trova nella sola scienza il faro nella buia notte della vita che solo chi è cresciuto con ingegneri può davvero conoscere. Ed è bello osservare come Woody riconcili modi di vivere apparentemente opposti: la razionalità che vince e cede alla passione. E proprio nel finale (SPOILER) riemerge il vecchio Woody, stanco delle paturnie newyorkesi e più affascinato dal banalissimo ma sempiterno romanticismo europeo, decadente eppure inevitabile.
Carino, leggero, ma con una trama e un senso che mi mancavano nei recenti film di Allen.
Lo consiglio. Finalmente una commedia che valga la pena vedere, qualcosa che non sia tutto: shampista conosce miliardario fanno sesso straordinario e poi accade qualcosa (che per ogni shampista conterebbe zero, e invece per la shampista di sani principi e duro rigore morale vale la relazione con uno pieno di dobloni perdutamente e inspiegabilmente innamorato di lei) e lui torna a conquistarla con lamborghini nera, rose rosse e brillocco.
Finalmente una commedia che parla di cose: di vita, di razionalità, di nichilismo, di truffe, di magia, di amore, di vendetta e di famiglia.
Non un capolavoro, ma manco la solita roba spegni-cervello cui ci stiamo abituando.
Non ho visto l’anno di uscita nelle sale, forse intanto film più recenti di Woody mi avranno giá delusa; però mi viene da dire: ben tornato, ci eri mancato.
