Bisogna saper distinguere

Bisogna saper distinguere la luce delle stelle da quella delle lampare“, canta Mannarino in una sua splendida canzone.

Ho molto da raccontarti su com’è nato questo blog: avrei da sintetizzarti svariati anni di attivismo, qualcuno di insofferenza, certamente anche la costante e un po’ frustrata speranza di poter incidere sulle cose. Anche la tenacia, pure quella però avrei da raccontarti; quella roba che non spegni, che sta lì, un po’ idiota a entusiasmarti per qualcosa e in realtà è fondamentale per superare la vorticosa paralisi-da-analisi, che non fa mai cambiare niente.

Ha animato più rivoluzioni l’incoerenza, dell’obbedienza. E forse è da qui che vorrei partire. Partiamo dalle stelle, imparando a distinguerle dalle lampare; partiamo dalla disobbedienza e dai tempi irregolari di questo tip tap sociale.

Se il logo di questo blog è un pezzo degli scacchi c’è un perché. Io credo di gestire i tempi della mia politica come il cavallo negli scacchi. Magari resto ferma un po’, mi impiglio in qualche elucubrazione e valutazione di troppo, rallento preoccupandomi delle ortodossie esistenti e degli ostacoli da superare. Ma poi una notte alle due decido che è abbastanza; che è tempo. E allora faccio la mossa del cavallo che è un po’ Torre e un po’ Alfiere. Un passo in avanti e uno di lato, per schivare l’ovvio. Sei di fanteria, magari muori presto. Ma hai tentato.

E quanto sei felice coi capelli al vento mentre corri in avanti?