Sicuri che Milano sia in Italia?

Su “Il Foglio” si scrive: Grillo e Salvini non esistono, la destra è Parisi e la sinistra Pisapia. Sicuri che Milano sia in Italia?

Provo (saputellamente) a rispondere alla retorica.

Direi di sì, siamo abbastanza sicuri di essere in Italia, perché qui come nel resto del Paese vota poco meno della metà dei cittadini. Sono questi rappresentativi di tutta Milano? Non direi. Non direi proprio.

Panorama sui grattacieli di Porta Nuova
Panorama sui grattacieli di Porta Nuova, Milano, 16 aprile 2014. ANSA/STEFANO GUSMEROLI

Ma, certamente, possiamo dire che chi si occupa della cosa pubblica, anche solo andando a votare, può definirsi peculiare. Nel senso non esaustivo di essere rappresentativo di quello che accade a Milano nella sua doppia vocazione. Da un lato, la città vanta momenti di unicità storica, spesso figlia della fretta dei tempi, che in questa pianura sembrano essere sempre più corti che nel resto d’Italia; ma anche un po’ frutto dell’isolazionismo di questa capitale morale ed economica del Paese.

Mettiamola così: siamo certamente convinti, determinati, coraggiosi, integri nella stessa misura in cui siamo affaticati, preoccupati, isolati e in un certo senso arroganti per ciò che siamo. Questa, è la Milano da amare. Da capire. E con cui bere.