Il popolo chiede vendetta.

E noi diamogli giustizia.

Per quanto comprensibile, sotto certi versi, la richiesta di un’intransigenza particolare verso un condannato, appunto, particolare, occorre imparare a distinguere la voglia di vendetta dall’applicazione della legge, questa, sì, ci ha reso comunità civile. Quindi si aspettino i giudici, si applichi la legge, venga riconosciuto al condannato ciò che è di suo diritto.
Nulla più, nessun regalo, ovviamente, nè beneficio supplementare: si faccia ciò che la legge dice. Quindi, la parola sia data solo ai giudici e non al ‘popolo’ (che poi, mi domando e dico, che minchia è il popolo? Mah.) che ancora una volta si dimostra bue, grandemente ipocrita, assetato di pressappochismo e sangue sgorgante.
Si faccia ciò che prescrive la legge. Con Riina, se possibile, con ancor maggiore perizia.